Test di italiano per i cittadini stranieri

A gennaio 2011 è entrato in vigore l'Accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato: un documento, approvato definitivamente il 10 giugno 2010 dal Consiglio dei Ministri all'interno del più ampio Piano per l'integrazione nella sicurezza "Identità e incontro", che modifica le regole di ingresso nel nostro paese e con esse i rapporti fra i cittadini stranieri e lo stato italiano.

Nell'ultimo decennio i tassi di crescita della popolazione migrante sono aumentati fino a raggiungere l'8%, con più di cinque milioni di presenze. A fronte di questi dati, la sfida che attende il nostro paese è quella di costruire un sistema nel quale si consolidino percorsi di inclusione attraverso politiche di integrazione sul territorio.

Poichè l'integrazione può attuarsi solo a partire dalla padronanza efficace e approfondita della lingua italiana, considerata come primario mezzo di comprensione e contatto interpersonale, l'Accordo vincola la possibilità di risiedere nel nostro Paese al superamento di un test di lingua italiana di livello A2.  
 
In particolare, con il Decreto ministeriale del 4 giugno 2010 sono state individuate le modalità di svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana che il cittadino straniero dovrà superare per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno.

Le disposizioni del Decreto, emanato dal ministro dell'Interno di concerto con il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, si applicano ai cittadini stranieri che chiedono il permesso di soggiorno e ai loro familiari. Non si applicano, invece, ai figli minori di 14 anni e a chi è affetto da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico, attestate da una struttura sanitaria pubblica.

Il test di lingua italiana, effettuato con modalità informatiche e strutturato su comprensione di brevi testi e capacità di interazione, si svolgerà presso la prefettura territorialmente competente in base al domicilio del richiedente. 

Il risultato della prova viene comunicato all'interessato ed inserito a cura della prefettura nel sistema informativo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno. In caso di esito negativo del test, la prova può essere ripetuta facendo una nuova richiesta.

Per maggiori informazioni, leggi il decreto.